
Un video diffuso da un gruppo di volontari russi chiamato Project Archangel mostra un drone quadricottero fissato con fascette all’ala di un caccia MiG-29, presumibilmente come parte di un esperimento per intercettare velivoli nemici senza pilota.
L’installazione precaria solleva però dubbi sulla sua efficacia, poiché il drone non può essere lanciato in volo e probabilmente non resisterebbe alle alte velocità del caccia. Inoltre, la presenza dell’attrezzatura potrebbe interferire con i sistemi di difesa dell’aeromobile, rendendo l’idea più un colpo di propaganda che una soluzione militare praticabile.
Project Archangel, che afferma di sviluppare droni da combattimento, ha suggerito che l’aeromobile potrebbe trasportare l’intercettore in città come Kiev o Lviv, ma gli esperti considerano la proposta assurda, poiché i caccia russi non operano nemmeno vicino a queste aree a causa delle forti difese aeree ucraine.

Il gruppo ha anche affermato di aver “risolto” il problema della comunicazione formando operatori di droni a pilotare caccia, un’affermazione considerata improbabile data la complessità e i costi di questi velivoli.
Nonostante il tono fantasioso dell’esperimento, l’iniziativa riflette la crescente preoccupazione della Russia per la minaccia dei droni nella guerra contro l’Ucraina. Sebbene l’uso dei caccia come piattaforme di lancio sembri ancora lontano, il Paese sta investendo in altre soluzioni, come munizioni loitering e sistemi aerei più avanzati.
Per ora, tuttavia, il tentativo del Project Archangel sembra più un’operazione di marketing che un reale progresso militare.
Fonte e immagini: The War Zone | Telegram @projectArchangel | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale
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